Skip to main content Search

UNI 11337-8: evoluzione della PdR 74 e ridefinizione della certificazione BIM

Construction

Dal modello organizzativo alla gestione per processi: scopriamo insieme come si evolveranno le certificazioni BIM.

UNI-11337-8-evoluzione-PdR-74-ridefinizione-certificazione-BIM_cover.jpg

La digitalizzazione del settore delle costruzioni sta entrando in una nuova fase di maturità. Dopo quasi dieci anni di applicazione della UNI/PdR 74:2019, che ha introdotto in Italia il concetto di Sistema di Gestione dei Processi Digitalizzati (BIM), il percorso normativo si avvia verso la pubblicazione della UNI 11337-8, attesa entro la fine del 2025.

La nuova norma non è ancora ufficialmente in vigore, ma i contenuti già approvati in sede UNI delineano con chiarezza il futuro del sistema di gestione BIM: un modello più strutturato, certificabile e integrato con gli altri sistemi aziendali. L’evoluzione segnerà un cambiamento profondo — non solo nella forma (da prassi a norma), ma soprattutto nel modo in cui vengono definiti e certificati i processi digitali delle organizzazioni.

Struttura e approccio: continuità con la High Level Structure ISO

La futura UNI 11337-8 manterrà la High Level Structure (HLS) già adottata dalla PdR 74 e comune a tutte le principali norme ISO (9001, 14001, 27001, 45001). Questa impostazione garantisce la piena integrazione del Sistema di Gestione dei Processi Digitalizzati con gli altri sistemi aziendali — qualità, sicurezza, ambiente e protezione delle informazioni — promuovendo una governance coerente e interconnessa.

Rimarrà invariato anche l’approccio risk-based thinking, che richiede alle organizzazioni di:

  • comprendere il proprio contesto e le aspettative delle parti interessate;
  • individuare rischi e opportunità legati ai processi digitali;
  • definire azioni, risorse e procedure per mitigarli o valorizzarli;
  • misurare i risultati rispetto agli obiettivi strategici.

In questa prospettiva, il BIM viene trattato non come tecnologia, ma come processo gestionale strategico.

Dalla classificazione per organizzazioni alla gestione per processi

La differenza principale tra la PdR 74 e la futura UNI 11337-8 riguarda il modo in cui viene definito il sistema di gestione: si passa da una logica “per tipologie di organizzazione” a una logica per processi.

PdR 74/2019: classificazione per tipologia di organizzazione - L’Appendice A della PdR 74 individuava quattro categorie di organizzazioni:

  1. Stazioni appaltanti
  2. Società di ingegneria
  3. Imprese di costruzione
  4. Gestori del patrimonio immobiliare

A ciascuna categoria venivano associati requisiti specifici.
Un modello efficace come punto di partenza, ma di fatto rigido per organizzazioni ibride o multiservizio (come general contractor o società di consulenza integrata).

UNI 11337-8: certificazione per processi digitali

La futura norma ribalterà l’approccio: non sarà più rilevante che tipo di organizzazione sei, ma quali processi digitali gestisci in modo conforme e tracciabile.

L’Appendice B introdurrà un elenco di processi certificabili, tra cui:

  • Committenza
  • Rilievo
  • Modellazione
  • Progettazione
  • Direzione Lavori
  • Coordinamento della sicurezza
  • Esecuzione
  • Manutenzione
  • Collaudo
  • Gestione immobiliare
  • Verifica ai fini della validazione
  • Coordinamento
  • BIM / CDE Management
  • Gestione dei processi autorizzativi

Ogni organizzazione potrà scegliere uno o più processi in base alle proprie attività:

  • una stazione appaltante potrà essere certificata solo per Committenza;
  • una società di ingegneria per Modellazione, Progettazione e Direzione Lavori;
  • un’impresa di costruzione per Esecuzione, Sicurezza e Collaudo.

Questo approccio renderà la certificazione modulare, scalabile e più rappresentativa della realtà operativa.

Appendice B normativa: una nuova logica di audit e conformità

Nella UNI 11337-8, l’Appendice B non sarà più solo informativa ma normativa. Ciò significa che i requisiti minimi — infrastrutture, sicurezza, organizzazione, procedure — saranno vincolanti per ogni processo dichiarato nel campo di applicazione.

In fase di certificazione:

  • il team di audit dovrà verificare tutti i requisiti obbligatori relativi ai processi scelti;
  • il mancato rispetto di un requisito comporterà una non conformità;
  • la non conformità dovrà essere risolta prima del rilascio del certificato.

Ne consegue una certificazione più rigorosa e trasparente, basata su evidenze oggettive e non su interpretazioni soggettive.

L’ACDat nel nuovo contesto: da piattaforma a processo di gestione certificabile

Un aspetto particolarmente innovativo della futura UNI 11337-8 è il riconoscimento dell’ACDat (Ambiente di Condivisione dei Dati) come processo di gestione certificabile.

Nella PdR 74 l’ACDat era trattato come strumento tecnico a supporto dei flussi informativi, con attenzione a sicurezza, tracciabilità e ruoli (CDE Manager, Gestore Dati). Con la nuova impostazione, diventerà un processo autonomo — definito come BIM/CDE Management — soggetto a requisiti specifici di:

  • sicurezza informatica (coerenza con ISO 27001);
  • integrità, qualità e conservazione dei dati lungo il ciclo di vita dell’opera;
  • interoperabilità e auditabilità dei flussi informativi.

Durante l’audit, l’ACDat non sarà più valutato “di riflesso”, ma come elemento centrale del sistema di governance dei dati aziendali.

Implicazioni operative per le organizzazioni

Per chi è già certificato secondo la PdR 74, l’adozione della UNI 11337-8 richiederà un periodo di transizione da gestire insieme all’organismo di certificazione.
Le principali azioni previste saranno:

  • aggiornare il campo di applicazione del sistema, specificando i processi gestiti;
  • adeguare la documentazione (procedure, ruoli, infrastrutture digitali);
  • integrare e formalizzare la gestione dell’ACDat come processo;
  • sottoporsi a un audit di transizione per la verifica di conformità.

Le organizzazioni che si approcciano per la prima volta potranno invece avviare il percorso partendo da uno o pochi processi, ampliandolo progressivamente nel tempo.

UNI 11337-8: conclusioni

La futura UNI 11337-8 rappresenterà il naturale completamento del percorso avviato con la PdR 74. Il focus si sposterà dal modello organizzativo statico al modello gestionale per processi, in linea con le più recenti evoluzioni ISO.

La logica non sarà più “chi sei”, ma “quali processi digitali sei in grado di governare in modo tracciabile e integrato”.

Questo cambiamento renderà i Sistemi di Gestione BIM:

  • più aderenti alla realtà operativa delle imprese;
  • più integrabili con gli altri sistemi aziendali;
  • e soprattutto più trasparenti nella misurazione della maturità digitale e della capacità di gestione dei dati lungo tutto il ciclo di vita dell’opera — dall’EIR all’ACDat fino alla gestione immobiliare.

È tuttavia importante sottolineare che la UNI 11337-8 non è ancora stata pubblicata: fino alla sua emissione ufficiale da parte di UNI, sarà necessario attendere per avere chiarezza definitiva sui requisiti normativi, sui processi certificabili e sulle modalità di transizione dai certificati basati sulla PdR 74.

Solo con la pubblicazione del testo definitivo sarà possibile comprendere nel dettaglio tutte le novità e i cambiamenti operativi per le organizzazioni del settore.

marco-esposito_referente_NTI-Italy.png

Marco Esposito

AEC Technical Manager @ NTI Italy

Specializzato nella consulenza e formazione BIM per le Infrastrutture da oltre 5 anni. Ha lavorato su importanti progetti stradali, ferroviari e sottoservizi a livello nazionale. Affianca grandi aziende e piccole realtà di Ingegneria nell’implementazione del BIM attraverso attività studiate per/con il cliente. Osserva, pensa e studia continuamente cercando sempre più di sviluppare un pensiero laterale alla risoluzione di problemi di diversa natura.

 

Contatta NTI Italy

L’utente dichiara di aver preso visione dell’Informativa Privacy sul trattamento dei propri dati da parte del Titolare e acconsente al trattamento per le finalità previste.